direttore sportivo Mario Aiello :
Il progetto Avellino prescinde dalle figure. È qualcosa che parte dalla storia di questa piazza e dall’ambizione della società. Nulla cambia. Quando non si creano i presupposti è chiaro che si volta pagina e si cercherà di trovare un allenatore come successo a febbraio. Faremo con calma le scelte. Abbiamo avuto una persona che ci ha trasferito elementi di tranquillità e professionalità difficilmente riscontrabili in questo ambiente. Faccio tesoro di questi quattro mesi passati al suo fianco. Voglio un professionista, l’identikit è di un allenatore con esperienza in categoria che abbiamo fatto bene, al 70-80 per cento, in categoria. Il modulo è relativo. Abbiamo già portato avanti qualcosa, poi stringeremo il cerchio e insieme alla società valuteremo la scelta migliore. Se ragioniamo su chi oggi è libero, la deadline può essere anche settimana prossima. Ci sono però tanti allenatori in corsa. Se vogliamo estendere le opportunità, dobbiamo immaginare una deadline più lunga. A gennaio c’era qualcuno disponibile che secondo me ha fatto bene e ha le qualità giuste per Avellino. Potrebbero rientrare quei profili nella scelta che dovremmo fare. È chiaro che Ballardini è stato un colpo anche mediatico, penso che il successore non sarà una diminuito rispetto a lui. Il nuovo allenatore dovrà essere pronto a far crescere i giovani, come del resto lo sono stati i suoi predecessori. L’allenatore sarà fondamentale per il mercato: insieme concorderemo il modulo, le caratteristiche e i calciatori da confermare. La società porta avanti da anni questo obiettivo. La società ha un albergo e un ristorante di proprietà che ci permette di gestire l’aspetto alimentare della squadra. Nell’ultimo anno ha fatto un investimento su una clinica medica con determinati strumenti. Poi c’è l’aspetto stadio, centro sportivo e un campo di allenamento in erba naturale. Qualsiasi movimento in entrata e in uscita ha una logica. Non è mai stato frutto del caso. Secondo noi oggi siamo una squadra migliore rispetto a quando siamo partiti. Avevamo 15 calciatori dalla C, una parte è riuscita a mettersi in evidenza e rappresenta una base solida per il prossimo anno. Abbiamo fatto il mercato che rappresenta una base certa per la prossima stagione. Adesso abbiamo 16-17 calciatori di categoria. Oggi abbiamo strutture utili alla squadra, abbiamo cominciato ad approcciare il mercato estero.
