US Avellino, presentato questa mattina il nuovo tecnico Marcolini: “Sono consapevole che il campionato di serie B è difficile, ma questo sarà per me uno stimolo a fare bene”

Sorridente e per nulla intimorito dai tanti giornalisti  accorsi alla sua presentazione ufficiale, mister Marcolini, il neo allenatore biancoverde, si è sottoposto al fuoco di fila delle domande di quelli che saranno, d’ora in poi, i suoi, nuovi “interlocutori”. In sala stampa, accanto all’ex tecnico dell’Alessandria. Ecco le prime parole di Marcolini da mister avellinese:

Prima di tutto fatemi presentare il mio staff: Vincenzo Migliaccio e Giacomo Venturi, collaboratori tecnici, Marco Greco, preparatore atletico e Carmine Amato, che è stato confermato, rispetto allo scorso anno, in qualità di preparatore dei portieri. Inutile dire che sono molto contento di essere qui, perché per me si tratta di un’opportunità da non perdere. Il fatto che il presidente Taccone ed il Direttore De Vito mi abbiano scelto fra tanti colleghi, per me è motivo di orgoglio. Questa è una piazza molto importante, e sono venuto con grande entusiasmo. Sono qua con un contratto di un solo anno perché non ho paura di giocarmi le mie carte con un accordo breve. Logicamente, nella carriera di ciascun tecnico ci sono degli step da raggiungere. Questo per me è un banco di prova molto importante perché la serie B è molto difficile, ma penso che con il lavoro, la serietà e l’impegno, si possa andare avanti. Le difficoltà non mi spaventano, anzi mi stimolano a fare bene. Anche Rastelli è partito da qua e poi ha fatto cose importanti per la sua carriera. Io spero di emularlo. Gli obiettivi? Penso che partendo dalla buona base che questa squadra conserva dallo scorso anno, inserendo una buona dose di giovani, seguendo sempre la linea del giusto mix tra calciatori esperti e meno esperti, si possano fare buone cose. E’ chiaro che la nostra squadra dovrà conquistarsi la salvezza, giocando partita per partita, e cercando di portare, strada facendo, quell’entusiasmo necessario per risvegliare l’ambiente. Il mio modello di squadra è chiaro: voglio gente che corra per novanta minuti, che giochi con intensità, che sia combattiva, e magri anche un po’ spavalda. Allenare per la prima volta al sud non mi spaventa, perché sono sicuro che avremo grande seguito, ma anche tanta pressione. Del resto, ogni allenatore è sempre sotto esame dal primo allenamento. E’ il nostro destino. Il modulo? Non sono un estremista, anche se di base mi piace il 3-5-2. Ma non mi sento legato ad un sistema specifico, perché poi è sempre importante l’interpretazione in campo, il comportamento dei singoli calciatori. Per esempio a me piacciono molto i giocatori duttili, che si sappiano adattare alle diverse situazioni. Il mercato? Abbiamo parlato con il presidente ed il direttore, le idee sono chiare, ma al di là dei nomi, quello che ci interessa sono le caratteristiche tecniche ed umane del singolo calciatore, che possa meglio adattarsi a quello che vogliamo fare in campo. Le sfide con Benevento e Salernitana? Sono importanti, come lo sono anche le altre gare. E’ chiaro che sul piano psicologico hanno un rilievo particolare. Il confronto con la stampa? Sono aperto al dialogo, ma anche alla contrapposizione con chi la pensa diametralmente all’opposto, perché io ho il pieno rispetto delle idee, e mi piace parlare con tutti. Spero, ovviamente, di avere più elogi che critiche, significherebbe che i risultati arrivano. La rosa che abbiamo a disposizione? Indubbiamente, soprattutto in attacco abbiamo calciatori che rappresentano il top, come Castaldo, Ardemagni e lo stesso Mokulu. Insomma come allenatore di questa squadra non poso lamentarmi, perché abbiamo una base abbastanza valida. Il manto sintetico è una soluzione intelligente e necessaria. In Italia dal punto di vista strutturale siamo molto indietro. Il sintetico dà una grande mano perché consente di allenarsi sempre e di allenarsi nella propria struttura».

A presentare Michele Marcolini, nuovo tecnico biancoverde, c’era il presidente del sodalizio avellinese, Walter Taccone. Stuzzicato più volte dai giornalisti, il massimo dirigente dei Lupi ha dato alcune risposte interessanti. Eccone una sintesi:

Con Marcolini è stato una specie di fidanzamento lampo. E sì, perché debbo dire che io mi sono incontrato con il neo tecnico dell’Avellino appena sabato scorso, e insieme al direttore De Vito abbiamo subito trovato l’intesa. Il contratto ha valore annuale con l’opzione per il rinnovo. Spero che quest’anno vengano valorizzati anche i nostri giovani, a differenza della scorsa stagione, quando abbiamo perso circa 850mila euro di contributi della Lega perché i giovani italiani sono stati utilizzati poco. Io non debbo imporre niente di tecnico al mister, ma è chiaro che, a parità di valore e di garanzia tecnica e di rendimento, l’allenatore aziendalista sa che scegliendo i nostri ragazzi, la società incassa bei soldini che poi può reinvestire in ulteriori acquisti. I tifosi? Non posso che prendere atto della loro assenza. A differenza della loro massiccia presenza quando abbiamo presentato Tesser ed anche Novellino, adesso non ci sono i tifosi.  Comunque per noi questo fatto è uno stimolo in più a fare bene perché solo con così i tifosi potranno tornare numerosi allo stadio come in occasione della gara contro lo Spezia. Le trattative societarie? Ho sempre detto che mi farebbe piacere essere affiancato da qualcuno che mi sollevi da tante responsabilità. Per il momento sono solo, ma la porta del mio studio è sempre aperta. Quando ci saranno novità ve le comunicherò. Castaldo? Spero accetti la proposta che gli ha fato la nostra società. Non mi pare poco un rinnovo triennale ad un calciatore che ha già 36 anni. Del resto le alternative quali sarebbero per lui, la Lega Pro? Non mi pare proponibile un paragone con il blasone ed il prestigio dell’Avellino. Ad ogni modo, Gigi, che ha fatto la storia della nostra squadra negli ultimi anni, attualmente è ancora legato a noi da un contratto che scade nel 2019, quindi, almeno per il prossimo campionato, sarà in forza all’Avellino”.

La presentazione di Marcolini non poteva avvenire senza che al fianco del mister non ci fosse il direttore sportivo. Così, Enzo De Vito, seduto al fianco del neo allenatore dei Lupi, è stato chiamato più volte in causa dai giornalisti per spiegare i motivi della scelta di questa nuova guida tecnica e gli orientamenti sulla nuova rosa che sarà a disposizione dal primo giorno di ritiro. Ecco le parole del D.S. biancoverde:

 D’accordo con il presidente Taccone, abbiamo deciso di affidare a Marcolini una rosa composta anche da diversi giovani che saranno valutati dal tecnico. Logicamente, su indicazione del mister, cercheremo di mettere dei giovani solo in quei ruoli dove possano essere maggiormente utili. Perché Marcolini? Debbo dire che questo tecnico ci è sempre piaciuto, soprattutto per il modo di allenare, e per il suo sistema di gioco. Lo abbiamo, per cosi dire, lasciato crescere per poterlo ingaggiare al momento giusto, cioè adesso. Logicamente, ci vorrà un po’ di tempo per poter capire se questa sarà stata la scelta giusta. Quindi, quello che chiedo a tutti è di avere un po’ di pazienza, attendere qualche mese prima di giudicare. Il mercato? Il presidente Taccone ha già fatto uno sforzo economico non indifferente per  confermare i migliori calciatori dello scorso anno. La rosa attuale è già assai consistente e valida, quindi si tratta di dovere fare solo pochi ritocchi”.

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